Parole e immagini sono due modi di leggere il mondo che si intrecciano nei lavori di Silvia Crippa. Il punto di partenza è uno scatto fotografico, dove non bisogna cercare la perfezione tecnica, una dimensione che l’artista deliberatamente non coltiva. L’obiettivo della sua fotografia è cogliere scorci nella quotidianità: gli scatti sono immagini rubate, nelle quali l’artista si imbatte, coerentemente con l’idea che non sia sempre necessario cercare un senso, ma basti saper guardare. Filosofia che vale anche per i supporti scelti, che sono inusuali e che lo sguardo dell’artista ha saputo vedere in un altro modo.

I soggetti prediletti delle fotografie sono scorci urbani, ritratti per ritrarre l’uomo: la sua impronta è nelle strade, nei fabbricati industriali, nelle stazioni e ci dice della fatica, delle attese, delle solitudini e degli incontri. “Human” fotografa l’uomo senza ritrarre l’uomo.

Alla fotografia, si uniscono poi, con la tecnica del collage, elementi grafici e testi: talvolta testi originali, altre volte pagine di libri che l’artista ha amato o parole “rubate” e trasportate nella dimensione delle opere, per trasmettere una suggestione o un messaggio.

 Il dramma dello strappo 
        L’ancora della parola 
        L’imperfezione della vita 
        Il coraggio dello sguardo 
                                                             trova speranza 

 
Queste parole scritte dall’artista Silvia Crippa per donare il proprio valore etico nell’arte e nella  sua percezione, sono la sintesi in poesia delle sue passeggiate urbane ,intraprese con intenzioni d’attrazione di sguardi nelle periferie metropolitane e nei contesti post industriali  per scorciare la scelta dell’occhio in quella che poi diverrà funzionalità di composizione fra le scatole supporto e la fotografia che si è occasionata nell’attraversamento. Human è il titolo della mostra e dell’opera piu’ rappresentativa per l’artista dove la traccia dell’uomo su una parete di una cascina è stata colta nell’esprimere la sua energia archetipa ed inserita con uno strappo visivo  sulla superficie della scatola ,integrando una  profondità  intuibile che si plasma con tutta l’opera.Di queste plasmazioni stampate su carta da lucido vivono le fotografie di Silvia Crippa che raggiungono la forma dell’impressione per  essere impresse sui supporti reinvetandoli a nuove funzionalità.L’installazione al Calisto Cafè permette al visitatore di  realizzare un percorso dove i lavori sono in alcuni casi delle serie ripetute di prospettiche variate , in altri moltiplicazioni di un unico concetto visivo. In entrambi i casi è presente un vero e proprio utilizzo della fotografia che diviene oggetto compatibile ed empatico.Modulo che non è piu’ scarto, ma frutto di lavorazione,di passaggi segnici. Lettering sovraimpressi di architetture che anche se cambiano soggetto reinviano sempre ad una azione contemporanea.Quando poi le parole escono dalle immagini  con una leggibilità piu’ definita e divengono piu’ incisive nella comunicazione, si avverte la partecipazione “Human” dell’artista; diversamente restando flussive e leggere, scivolano sul paesaggio urbano come pure e semplici connotazioni segniche.Human porta lo spettatore a riflettere sulla eco compatibiltà dello scarto quando è presente una esplorazione di cio’ che viene visto accanto a sè e che quotidianamente incontra. Silvia Crippa con la sua sensibile e delicata obliquità, lo ripropone in una combinatoria che continua ad offrirlo in memoria attentiva d’immagine e di materia. 
 

 Giugno 2018                                                                                  Alberto Mori 

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